Per dare senso ai sensi: percezioni, pensieri, intuizioni

In un mio post precedente sul qui e ora, abbiamo deciso di considerare i sensi come il nostro ABC, come la porta di accesso sul mondo fisico. E’ ora importante entrare piu’ in profondita’ nel comprendere quale ruolo di crescita animica-spirituale rivestono i nostri sensi e come la loro funzione si possa mettere in relazione al lavoro della nostra anima e del nostro Spirito.

Cosa succede quando osservo, tocco, sento, assaggio e annuso? Ogni senso ha la proprieta’ di rispondere ad ogni stimolo esterno solo in un modo determinato. Vengono esercitate azioni che fanno nascere una percezione, le percezioni risultano diverse nei diversi organi di senso, i nostri sensi possono fornire cio’ che in essi avviene, essi determinano la percezione secondo la loro natura. A livello fisiologico i nostri sensi per esempio orecchio e occhio modificano uno stimolo esterno, poi lo portano al nervo corrispondente e dall’estremita’ periferica del nervo, lo stimolo gia’ modificato, viene trasmesso al cervello, qui a sua volta devono venir eccitati gli organi centrali. Quindi lo stimolo esterno deve essere modificato svariate volte prima di arrivare alla coscienza. Quelli che alla fine il cervello trasmette all’anima non sono processi esterni o processi che accadono nel cervello perche’ l’anima non li sa’ percepire, quello che l’anima percepisce saranno SENSAZIONI. La mia sensazione del colore rosso non ha somiglianza con il processo che si svolge nel cervello quando vedo il rosso, quindi percepiamo solo modificazioni dei nostri stati psichici. L’anima deve intervenire per RIUNIRE in CORPI le sensazioni che nascono attraverso l’uso di un determinato senso, produce una rappresentazione chiamata “tromba”. Per riassumere: lungo il cammino verso il cervello e dal cervello all’anima l’oggetto, che ha dato il via a questo processo, viene completamente perduto. Da ora in poi dovremo considerare RAPPRESENTAZIONI SOGGETTIVE gli oggetti esterni, i miei organi di senso e i processi ad essi relativi. Quindi si potrebbe affermare che il mondo percepito e’ una mia rappresentazione, ma manca una parte fondamentale: va inserito a questo punto il PENSARE come esperienza che si inserisce fra la percezione e ogni asserzione relativa ad essa. La nostra entita’ complessiva funziona in modo che, per ogni cosa della realta’, gli elementi relativi le fluiscono da due parti: da parte del percepire e da parte del pensare.

Tornando a noi e ai nostri sensi, noi siamo uomini limitati, siamo esseri tra altri esseri e ci viene percio’ data solo una parte dell’ intero Universo, viviamo come un punto nella sua periferia , che posizione abbiamo allora come esseri rispetto ad altri esseri? La mia auto-percezione mi chiude dentro determinati confini ma il mio pensare non ha nulla a che fare con tali confini. Sono per cosi’ dire un essere doppio: sono chiuso in un campo, fatto da sensi, che percepisco come mia persona e sono allo stesso tempo il PORTATORE di un’ attivita’ che determina, da una sfera piu’ elevata, la mia limitata esistenza. Il nostro pensare non e’ soggettivo come il nostro percepire e sentire, E’ UNIVERSALE! Il pensare acquista un’impronta individuale in ogni singolo uomo solo perche’ riferito ai suoi individuali sentire e percepire: i singoli uomini si distinguono fra loro mediante queste particolari sfumature del PENSARE UNIVERSALE. L’uomo semplice si ritiene creatore dei suoi concetti ma non e’ cosi’. Nel pensare ci e’ dato l’elemento che riunisce in UN TUTTO la nostra particolare individualita’ con il COSMO. In quanto abbiamo sensazioni e sentimenti siamo esseri singoli e in quanto pensiamo siamo il tutto. Quindi quando pensiamo vediamo nascere in noi una FORZA UNIVERSALE che impariamo a conoscere non dal centro dell’universo ma da un punto nella sua periferia, il pensare va al di la’ del nostro essere e fa nascere in noi L’IMPULSO ALLA CONOSCENZA. Se osserviamo il mondo solo con la percezione dei nostri sensi esso appare come un insieme di cose nello spazio e nel tempo, sconnesso, nel momento in cui,per esempio, vogliamo capire se un fatto e’ piu’ importante di un altro dobbiamo interrogare il nostro pensare. L’attivita’ del pensare e’ ricca di contenuto, ha contenuto esterno nella percezione ed interno nell’ intuizione. L’INTUIZIONE rappresenta per noi l’inizio della relazione con qualcosa che fino a quel momento era esterna a noi, l’intuizione completa la parte della realta’ che manca se ci fermassimo alla percezione, se ci fermassimo al processo della percezione sensoriale. Possiamo dire che la piena realta’ rimane inaccessibile per chi non ha la capacita’ di trovare intuizioni corrispondenti alle cose! Spiegare una cosa e renderla piu’ comprensibile non vuol dire intuire, l’intuizione ricompone in UNITA’ cio’ che le percezioni e rappresentazioni hanno presentato a noi come cose singole. Per riassumere tutti questi passaggi cosi’ colmi di significati: osservo con i sensi, percepisco, attivo il pensiero, nasce il sentire (SENTIMENTO), il sentimento mi connette ad una forza universale, nasce un’intuizione. E’ solo a  questo punto che puo’ nascere una volonta’ all’agire LIBERA che portera’ con se’ il CONTENUTO DI UN’IDEALE UNIVERSALE, che potremmo chiamare MORALE UNIVERSALE. Le mie azioni saranno spinte da alcune esigenze prioritarie: il massimo bene possibile per l’umanita’ cercato solo per il bene in se’, l’evoluzione morale dell’umanita’ verso una perfezione sempre maggiore, la realizzazione di mete morali individuali concepite in modo puramente intuitivo.

Lascio allora a voi il compito di prendere queste parole e riflettere sulle vostre esperienze vissute, lascio allora a noi la riflessione di come nella nostra cultura questo tipo di approccio EDUCATIVO  alla morale universale possa e debba essere riportata all’attenzione e sostenuta in quei luoghi, che dovrebbero essere per definizione, di INSEGNAMENTO e SVILUPPO UMANO.

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