Sono sicura che, come titolo, quello che ho scelto per questo post, calzi a pennello per molti di noi.
Cosa c’entra il tempo con il blog che parla di guarigione? C’entra eccome, come guardiamo e cosa coltiviamo, con e nel tempo, fa una netta differenza nella manifestazione di una vita PIENA, sana e autentica, senza più “fraintendimenti”, oppure no.
Il tempo misurato, organizzato e usato come linguaggio convenzionale, scandisce le tappe di ognuno di noi. Possiamo dire che, come scala di misura, il tempo è un giudice supremo delle nostre vite. Non siete d’accordo?
Giudice, non trovo altra parola per descriverlo, se lo contestualizzo nella nostra cultura definita MODERNA. Il tempo è giudice: confronti, paragoni, competizione, frustrazione, ritardi, anniversari, compleanni, titoli di studio, cure mediche, carriera, morte …
Proverò, insieme a voi, a percorrere il tempo senza i limiti delle definizioni superficiali accettate, a scatola chiusa, come convenzione socio-culturale.
Il tempo non è assoluto questo è una verità, ma come fa a non essere assoluto? Specifchiamo meglio il concetto, il tempo è assoluto fino alla dimensioni fisico, mentali, spirituali, mentre si dissolve nella dimensione del campo della coscienza. Quindi è un elemento che subiamo fino ad un certo livello di maestria, mentre diventa strumento che possiamo dominare, da un altro livello di maestria. Questo sguardo rende più semplice comprendere che il tempo è una realtà RELATIVA e non assoluta. A questo punto la domanda che ci possiamo fare è: “come utilizziamo il tempo?! “
La simulazione, in cui stiamo vivendo, ha riempito di credenze ed etichette scientificamente complicatissime il concetto di tempo, per evitare di farci capire cosa sia davvero il tempo. Tu hai chiaro cosa sia il tempo? Quindi che ti piaccia o no la mia affermazione, il dato di fatto è che siamo un pò nella nebbia sul concetto di tempo.
Se mettiamo in discussione ciò che sappiamo del tempo, possiamo permettere al tempo stesso di rivelarsi a noi e darci la possibilità di conoscerlo. NO??! E’ sotto questa chiave di lettura che il tempo lo cominciamo a considerare uno strumento utile nella simulazione, che si aggiunge a quelli di cui abbiamo parlato, in altri post pubblicati nei mesi scorsi.
Che il tempo scorra linearmente è una realtà che esiste , ma non è l’unica possibile! E’ possibile usare la linea temporale e SPOSTARCI a piacere in su di essa? Questa domanda appartiene ad una realtà del tutto fantastica, o invece ad una realtà concreta e precisamente posizionata su un frattale di questa simulazione? Che sia fantasia o realtà, è sicuramente una riflessione molto più interessante, possiamo divertirci nella linea temporale, oppure, possiamo accettare come unica possibilità, il vedere scorrere il tempo come spettatori rassegnati/ preoccupati e invecchiati, ogni minuto che passa.
A noi il libero arbitrio. Voglio richiamare a noi il ricordo di numerosi film che ci hanno mostrato, attraverso copioni diversi, la possibilità di VIAGGIARE NEL TEMPO. Siamo consapevoli che i film mostrano sempre copioni di realtà REALI e non fantastiche, certo i film esagerano la spettacolarità dei concetti, li rendono fruibili ai nostri sensi e alle nostre emozioni, ma è proprio per questo che diventano realtà possibili. Il viaggio nel tempo, qui nel didyblog, lo consideriamo POSSIBILE.
Non lo diciamo come romantici sognatori, piuttosto nelle nostre personali esperienze abbiamo tutti percepito che il tempo si può comportare in modo diverso: si allunga e non passa mai, si accorcia e scorre troppo veloce, deja vu, sogni premonitori, sogni lucidi… Non sto parlando di affascinanti macchine del tempo da inventare, razze aliene che “truccano” il tempo, ognuno di noi ha avuto esperienze “non convenzionali” con il tempo, senza macchine del tempo. Come è possibile?
Come ogni strumento di questa simulazione, anche il tempo può essere usato all’1%, o al 100% del suo potenziale, tutto qui. Per usare il 100% del suo potenziale lo devi davvero volere, lo devi studiare e sperimentare con il linguaggio che serve per imparare a “parlare con il tempo”.
Chi può parlare con il tempo? La risposta è: la dimensione della coscienza; da quel punto puoi PERCEPIRE precisamente come si comporta il tempo e ti posso dire che non serve essere laureati in fisica, tu hai in dotazione già tutto per comprendere, a te spetta il capire come posizionarti nel giusto punto di osservazione e studio e perseverare, con cuore puro e senza ricerca di potere egocentrato.
Il concetto è: “Ricordo che posso farlo e allora lo faccio!” Non c’è nulla da inventare, al massimo c’è da ricordare come si fa. SIAMO ESSERI DI COSCIENZA in un corpo fisico, mentale e spirituale. Sapere come utilizzare all’unisono i tuoi componenti, consente di posizionarti su realtà completamente ESPANSE o CONTRATTE, vivere le esperienze e capire come muoverti agilmente nella linea temporale per poter cambiare, cancellare, ripetere, creare la tua vita. Nessun rito magico, nessuna religione, nessun guru solo la semplice rivelazione di ciò che e’ VERA VITA. Questo paradigma ti mostra che puoi sempre RISANARE la tua vita usando il tempo come mezzo di trasporto, il tempo può portarti dove tu senti di potere e dover andare a RIORDINARE le tue esperienze. Questo è il processo della guarigione che si esprime con un linguaggio non ordinario… Quanto ancora abbiamo da imparare…
E’ a questo punto che puoi far collassare questa realtà, oppure accettarla e permettere che continui ad esistere. Il lavoro su noi stessi è continuamente stimolato dalla simulazione, il tuo compito è permearlo con l’intenzione chiara di ESSERE, UMANO. Qui la verità si rivela e continuiamo a dissolvere inganni e confusione, nel gioco e nella gioia tutto diventa AMORE INCONDIZIONATO.
Il tempo è qui per questo, non ci chiede di fuggire da lui, di considerarlo una condanna, il tempo ci rispetta, resta davanti a noi neutro, offrendosi nella sua natura e con le sue leggi. Noi davanti al tempo, decidiamo, cosa diventa per noi il tempo. E’ da quale punto di consapevolezza si crea quella decisione, che crea realtà completamente diverse e tutte co-esistenti. Accettare il tempo come dimensione nuova con cui comunichiamo, forse per la prima volta, ci chiede di adottare l’attitudine della mente di chi sta iniziando ad apprendere, libera da vecchi pregiudizi e pensieri preconfezionati.
Apprendere con mente nuova porta gioia, porta la volontà di espandere le VIRTU’ delle nostre anime e rendere queste virtù esperienza condivisa con il prossimo. Qui si trova la massima espressione della nostra maestria. Qui facciamo cooperazione cosmica e creiamo bellezza. Qui siamo ESSERI e non solo umani. Le opportunità non mancano mai.
Quindi dicevamo, e’ questione di tempo….
e dopo aver letto il post… siamo in ritardo?
A presto nell’amore cosciente